Uji, la delizia a poche fermate da Kyoto tra dolcetti, tè verde, templi e giardini

A meno di mezz’ora di treno da Kyoto, c’è un piccolo gioiello che molti viaggiatori finiscono per trascurare, presi dal vortice dei templi più celebri e dalle luci di Gion. Eppure, Uji è uno di quei luoghi capaci di condensare in poche ore l’essenza più autentica del Giappone: la spiritualità raffinata, la bellezza discreta della natura e l’arte di vivere con lentezza, accompagnata — inevitabilmente — da una tazza di tè verde. Una meta perfetta per un’escursione in giornata popolare e pittoresca ma diversa dalle solite attività che si vedono proposte.

Visitare Uji da Kyoto è semplice: basta prendere un treno della JR Nara Line o della Keihan Line verso sud, e in meno di mezz’ora ci si ritrova immersi in un paesaggio dove i ritmi si fanno più calmi e le colline verdi abbracciano il corso sereno del fiume Uji-gawa. Qui, tra ponti, santuari e piantagioni di tè, ogni negozio racconta una parte della storia e della sensibilità giapponese.

Phoenix Hall, Byodo-In, Uji. Foto di Walk of Japan

Il fascino immortale del Byōdō-in

La visita di Uji non può che cominciare dal Byōdō-in, il tempio che da solo giustifica la gita. Inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, questo tempio buddista del XI secolo è uno dei simboli più riconoscibili del Giappone: tanto che la sua elegante sagoma alata compare sulle monete da 10 yen.

Il Padiglione della Fenice (Hōō-dō), datato 1053 d.C., dopo preziosi restauri, si riflette sullo stagno, creando un’immagine quasi irreale: l’architettura di legno laccato, le statue di Buddha Amida e la simmetria perfetta evocano un paradiso terrestre incastonato tra rami e foglie di acero. È uno dei rari esempi sopravvissuti di architettura Heian: un’esperienza da non perdere per immergersi nella cultura giapponesea antica ma ancora viva e attuale.

All’interno del piccolo museo annesso, il Byōdō-in Museum Hōshō-kan, si possono ammirare gli originali delle statue celesti e delle decorazioni che un tempo adornavano il tempio: un’occasione per apprezzare la maestria artistica dell’epoca e comprendere quanto profonda fosse la relazione tra fede, estetica e armonia naturale.

Phoenix Hall, Byodo-In, Uji. Foto di Walk of Japan

La via del tè e dei caffè e dei negozi

Lasciando il tempio alle spalle, si imbocca la Byōdō-in Omote-sandō, la via pedonale che conduce verso il ponte Uji-bashi. È una strada breve ma densa di sensazioni: il profumo di tè tostato (Hoji-cha, tipico della prefettura di Kyoto) si mescola all’aroma dolce dei dolcetti di matcha appena sfornati, e a ogni passo si incontrano piccole botteghe che raccontano la lunga tradizione di Uji come culla del miglior tè verde del Giappone.

È qui che vale la pena fermarsi più volte, magari senza un programma preciso. Le case da tè tradizionali, con le loro facciate di legno e le insegne calligrafate, invitano a entrare per assaggiare un matcha preparato con cura cerimoniale, accompagnato da wagashi, dolcetti di riso o fagioli rossi.

Una delle esperienze più piacevoli è quella della degustazione comparativa: molti negozi offrono piccoli assaggi di diversi tipi di matcha o gyokuro (variante molto pregiata e dolce), spiegandone le sfumature aromatiche.

Tra le tappe da non perdere ci sono Nakamura Tokichi, storico produttore fondato nel 1854, dove si possono assaporare dessert al tè e gelati matcha intensi, e Tsuen Tea, la più antica casa da tè del Giappone (attiva dal 1160!), che ancora oggi serve il tè in un edificio in legno affacciato sul ponte.

Uji-gawa. Foto di Walk of Japan

Il fiume e il Santuario di Uji-jinja

Attraversato il ponte Uji-bashi, uno dei più antichi del Giappone, si apre una zona più tranquilla e intima. Qui, immerso nel verde, si trova il Santuario di Uji-jinja, dedicato a un principe leggendario, Uji no Wakiiratsuko, noto per la sua lealtà e il suo spirito di sacrificio.

Il santuario è un luogo silenzioso e raccolto, con i suoi torii color vermiglio che risaltano contro il fogliame. Non è un sito monumentale, ma proprio per questo conserva un’atmosfera autentica e tranquilla, ottima per un momento di riposo e riflessione. Spesso i visitatori si fermano qui a scrivere un ema, la tavoletta votiva in legno, chiedendo fortuna o saggezza.

Santuario di Ujigami. Foto di Walk of Japan

Poco più in alto, tra i sentieri che si inerpicano lungo la collina, sorge anche l’Ujigami-jinja, considerato uno dei più antichi santuari shintoisti del Giappone, anch’esso Patrimonio UNESCO. La sua struttura in legno, sobria e armoniosa, è un capolavoro di semplicità architettonica, simbolo della spiritualità “pura” che caratterizza questa terra. Un luogo piccolo e appartato, nascosto nella boscaglia. Qui vicino parte un sentiero che sale la collina che porta al Daikichiyama Observation Deck, mentre se si procede lungo la stradina, si arriva al Tale of Genji Museum, dedicato all’iconico racconto considerato il primo e vero proprio romanzo della storia. Gli ultimi capitoli sono ambientati a Uji e pertanto la città ha decico di omaggiare il racconto e il suo protagonista con una collezione di reperti e testimonianze del periodo Heian.

Mimuroto-ji e i giardini delle azalee

Dopo aver esplorato il centro, vale la pena proseguire con una breve camminata o un tragitto in autobus verso il Mimuroto-ji, un tempio immerso in un paesaggio collinare a nord di Uji. Spesso chiamato il “tempio dei fiori”, il Mimuroto-ji è una meta imperdibile in primavera e inizio estate, quando i giardini di azalee e ortensie esplodono in un tripudio di colori.

Mimuroto-ji. Foto di Walk of Japan

Il sentiero che sale verso il tempio è già un’esperienza sensoriale: lanterne di pietra, muschi morbidi, piccoli ruscelli. Arrivati in cima, la vista si apre su un panorama che abbraccia l’intera valle di Uji. Nei mesi di maggio e giugno, migliaia di azalee fiorite dipingono il giardino come una tavolozza viva; in autunno, le foglie di acero trasformano il paesaggio in un mosaico di rossi e aranci. Ho potuto ammirare questo spettacolo in totale tranquillità, i turisti qua sono pochissimi e ho condiviso un momento di profonda spiritualità con un’anziana signora giapponese che ha pregato e cantato davanti al tempio principale.

Mimuroto-ji. Foto di Walk of Japan

Il tempio stesso, fondato oltre 1.200 anni fa, è dedicato al bodhisattva della misericordia Kannon, e custodisce statue e pagode che testimoniano la lunga devozione della regione. È un luogo dove si respira un senso di pace antica, accentuato dal profumo umido del muschio e dal canto degli ucceli tra gli alberi. Un posto incantevole.

Giardino di azalee presso il complesso di Mimuroto-ji. Foto di Walk of Japan

Ritorno verso il fiume

Dopo una giornata tra tè, giardini e spiritualità, tornare verso la stazione diventa quasi un rituale di commiato. La luce del pomeriggio si riflette sull’acqua del fiume Uji, e spesso si possono scorgere le tradizionali imbarcazioni di cormorani (ukai), usate un tempo per la pesca notturna. In estate, si organizzano ancora spettacoli dimostrativi, illuminati da fiaccole, che evocano atmosfere da epoche lontane.

Consiglio di concludere la giornata seduti in un piccolo caffè lungo il fiume, magari con un dolce al matcha o una ciotola di soba. È il momento ideale per lasciar sedimentare le impressioni del giorno e organizzare le idee per la giornata successiva.

Uji resta nel cuore

Uji non è un luogo di grandi clamori. È un luogo che si svela lentamente e senza rumore. È un viaggio nella bellezza discreta del Giappone, dove il passato non è un ricordo ma una pratica quotidiana e dove ogni dettaglio — un giardino, una tazza, una statua — racconta la cura per la preservazione della tradizione e della cultura.

In un solo giorno, Uji offre ciò che spesso si cerca in settimane di viaggio: un incontro autentico con la cultura giapponese, fatto di silenzio, profumi e contemplazione. Tornare a Kyoto, la sera, con buste piene di tè, riempie di gioia e voglia di tornare.

Pippo Senpai

Sono Filippo, analista software sabaudo con un amore smodato per il Giappone e la passione per le arti e la scrittura. Forse la mia anima è giapponese? O forse sono solo un nerd. Ho creato Walk of Japan per dare ordine alle mie avventure e ai miei pensieri e condividere tutto questo nel modo a me più congeniale: attraverso la comunicazione digitale e le mie competenze IT. Spero questo portale possa diventare il tuo compagno di viaggio in Giappone. Buona avventura!

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