Gli Izakaya e ristoranti del cuore ~Kushiro a Ueno~

Sono contrario a quelle liste tipo “i 10 migliori ristoranti di ramen a Tokyo” o ad altri contenuti simili. Questo perché è davvero fuorviante e, a mio avviso, disonesto avere la pretesa di saperla così lunga da ridurre la realtà a una lista finita di “cose”.

Inoltre, fare una classifica è spesso sinonimo di competizione: si definisce ciò che è migliore o peggiore secondo una scala di valori spesso arbitraria, poco chiara o non condivisa. Detto questo, negli anni ho collezionato una serie di esperienze — spesso meravigliose, talvolta peculiari — che ho comunque voglia di divulgare e mettere in luce. Ma lo farò a modo mio: un modo che, chiaramente, gli algoritmi contemporanei non reputeranno degno di diventare virale. Confido però nel livello di attenzione e curiosità dei miei lettori. Grazie.

Questo articolo sarà il primo di una lunga serie dedicata ai ristoranti e agli izakaya in cui ho mangiato durante i miei numerosi viaggi in Giappone, per dare a ognuno di essi lo spazio che merita, senza necessariamente metterli a confronto.

In questo periodo mi sto dedicando moltissimo a Tokyo, mettendo in ordine materiale fotografico e video e scrivendo articoli; perciò mi sembra opportuno iniziare con un posticino speciale, nascosto in una piccola stradina a Ueno: Izakaya Kushiro.

Kushiro, esterno. Foto presa da Google Maps

Ueno è un centro brulicante di vita. Ameyokocho è sicuramente l’attrazione principale: un’arteria pedonale sotto la sopraelevata che costeggia la stazione ferroviaria, ricca di bancarelle di street food, ristoranti e negozi. La particolarità di quest’area è l’influenza americana e cinese: entrambe convivono in un contesto urbano giapponese e il mix è davvero sorprendente.

Insalata con maionese. Foto di Walk of Japan

Questo izakaya fumoso, però, non si trova ad Ameyokocho, bensì poco più a sud, vicino all’uscita nord della stazione di Okachimachi. Ci sono arrivato grazie a una mia cara amica che frequenta questo posto con alcuni ex colleghi perché la birra è praticamente regalata: 250 yen per una media. Nemmeno 1,30 €! Non serve aggiungere altro per descrivere la sbronza di proporzioni epiche che ci siamo presi.

NAMA BIIRU MO IPPAI ONEGAISHIMASUUUUUU! Foto di Walk of Japan

Cosa rende questo posto speciale? Sicuramente i prezzi stracciati, che mi hanno sorpreso parecchio. Se è vero che mangiare in ristoranti e izakaya in Giappone è relativamente economico rispetto all’Italia, Tokyo rimane comunque una grande capitale vittima di gentrificazione e di un’inflazione aggressiva, dovute alle sue dimensioni, all’attrattività economica e all’alto numero di turisti. Ma qui i prezzi sono davvero ridicoli. Questo permette di ordinare tantissimi piatti diversi e di provare cose fuori dal comune.

Insalata con sashimi. Foto di Walk of Japan

Immancabile per me, ovviamente, il piattino di sashimi assortito. Sempre ottimo. In questo modo si trovano spesso pesci rari o meno scontati, che difficilmente un turista ordinerebbe su richiesta. Qui ho assaggiato per la prima volta Tsubagai, un mollusco dalla carne croccante e dal sapore fresco, delicato ma ricco di umami!

Io e questa mia amica, poi, abbiamo il rito di abbuffarci di gamberetti fritti. Ma attenzione: non si tratta di ebi fry (buonissimi), bensì di koebi karaage. La differenza è sostanziale: i primi sono gamberi di medie o grandi dimensioni, puliti, impanati nel panko e fritti; i secondi sono gamberetti piccoli, interi, semplicemente spolverati di farina e fritti anch’essi. La croccantezza si sposa divinamente con fiumi di birra.

Il semplice gesto di condividere questi piccoli piatti con gli amici usando le bacchette, ordinando birra, scattando foto e raccontandosi la vita, rende l’izakaya un luogo speciale: non solo un ristorante dove ci si focalizza esclusivamente sul cibo.

Sashimi assortito. Il germoglio di zenzero fresco è buonissimo! Foto di Walk of Japan

Ma il cibo rimane protagonista. Sfogliando tra le pagine del menù, inziamo a ordinare in successione: yaki udon alla piastra con zenzero, insalatona con sashimi e maionese, birra, ancora gamberi fritti, birra, uno speciale pesce dell’hokkaido alla griglia -davvero squisito con un po’ di limone, tofu, birra e shochu per finire – uno di patate e uno di grano.

La particolarità di questo izakaya sembra essere il suo pubblico: pensionati e anziani fumatori accaniti, tanto che la mia amica Hiroko definisce questi luoghi “secret ojisan place”. Ovvero quei bugigattoli nascosti, vetusti e fumosi che solo i nonni saggi conoscono e frequentano. Loro sì che sanno come non scialacquare la pensione e sono una garanzia di buona forchetta — anzi, di buona bacchetta!

La prossima volta che cerchi un izakaya allora, non essere un turista, sii un saggio ojisan!

Trovi Izakaya Kushiro QUI

Foto di Hiroko, grazie!


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Pippo Senpai

Sono Filippo, analista software sabaudo con un amore smodato per il Giappone e la passione per le arti e la scrittura. Forse la mia anima è giapponese? O forse sono solo un nerd. Ho creato Walk of Japan per dare ordine alle mie avventure e ai miei pensieri e condividere tutto questo nel modo a me più congeniale: attraverso la comunicazione digitale e le mie competenze IT. Spero questo portale possa diventare il tuo compagno di viaggio in Giappone. Buona avventura!

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